Blog

3D-Museum

Dai musei ai negozi

16 febbraio 2013
0 Comments

Abbiamo già condiviso alcune delle informazioni che seguiranno in questo post tramite la nostra pagina Facebook. Vorremmo però cercare di combinare alcuni di questi dati per dare degli spunti ulteriori su come utilizzare le moderne tecnologie legate alla stampa 3D nella gestione della propria attività lavorativa.

Bene. Cominciamo.

Quando pensiamo a un MUSEO siamo portati ad associare l’immagine a oggetti antichi, momenti storici o invenzioni passate che val la pena vengano ricordate in un posto dedicato.

Per questo è strano sentire parlare di un museo dedicato alla stampa 3D. Si tratta infatti di tecnologia nata negli anni ‘80 e che si sta affermando come protagonista indiscussa tra le macchine di prototipazione rapida, per le sue ampie possibilità didattiche e manifatturiere.

Inaugurato nel mese di gennaio a Beijing, in Cina, già dall’entrata si capisce cosa si vedrà all’interno. La fisionomia dei visitatori viene infatti scansionata e all’uscita è possibile acquistare la copia della propria riproduzione stampata.

Ma non è necessario andare fino in Cina per ottenere la stampa del proprio busto! Le odierne tecnologie ci permettono di realizzarle in casa…

Come!?!

Innanzitutto partiamo dalla scansione 3D.
Se avete un Kinect, dispositivo di rilevamento di movimento, venduto insieme o separatamente a un Xbox 360, potete tranquillamente provvedere alla scansione tridimensionale seduti sul vostro divano.

Questo non è l’unico modo per ottenere la scansione tridimensionale di un modello. Anche Autodesk 123D Catch potrebbe aiutarvi a ottenere ciò che volete.

Per riuscire a disporre di un file con le istruzioni necessarie ad operare il processo di stampa avrete bisogno di un software scaricabile o acquistabile da internet (a seconda se vi serva o meno la possibilità di utilizzare i risultati per un utilizzo commerciale).

Il software in questione è Reconstruct Me.

Ora.
Vi siete divertiti e, a seconda se avete una stampante o meno in casa, o avete sfruttato un servizio online per ottenere il prodotto a domicilio, avete il vostro gadget in mano.

Come sfruttare tutto il processo per migliorare la vostra attività lavorativa?

Prendiamo l’esempio di Zhang Lekui, responsabile del museo di cui abbiamo parlato all’inizio del post.
Immaginate di avere un negozio di scarpe e, visto il momento di crisi, non desiderate più avere troppa giacenza in magazzino.
Attendete il prossimo potenziale acquirente ed effettuate la scansione del piede in modo da mostrare direttamente su computer quale scarpa potrebbe essere la più indicata a seconda del colore, forme o eventuali accessori.

Osservate alcuni modelli e nel frattempo il vostro cliente vi chiede delle modifiche per rendere il modello leggermente più personalizzato.

Una volta trovate le giuste combinazioni che più si adattano alle esigenze del vostro cliente mandate in stampa.
Le stampanti 3D stanno per cambiare il nostro modo di fare shopping

Bisognerà utilizzare un materiale particolare e il prezzo sarà leggermente più alto (stiamo sempre parlando di pezzi personalizzati!) ma dopo poche ore, avrete la scarpa proprio come la desidera il vostro acquirente.

Vantaggi?
Niente giacenza, pronta consegna del pezzo, cliente soddisfatto!

So che pensate che non esiste ancora un materiale all’altezza… Vi sbagliate. Almeno in parte…
Shapeways ha infatti introdotto tra i propri materiali l’Elasto Plastic:

Post correlati:

Quando non hai una musa rivolgiti alla matematica

Una domanda ricorrente

Connecting Light – Un architetto cileno alle prese con una stampante 3D

Tags: , , , , ,


Leave a Comment

Make sure you fill in all required fields.

Join our
mailing list

to stay up date

Please enter a valid e-mail