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- in Brevetti, Media, Stampante 3D
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- by Plumake
Se oggi tutti hanno la possibilità di costruire una propria stampante 3D è dovuto al fatto che i brevetti principali legati a questa tecnologia hanno cominciato a non avere più validità alcuni anni fa.
Nello specifico il corpo di brevetti cui ci riferiamo riguarda la fabbricazione attraverso filamento fuso (Fused Filament Fabrication – FFF, oppure Fused Deposition Modeling – FDM) registrati a nome Stratasys Inc. che ha sviluppato la tecnologia alla fine degli anni ’80.
Electronic Frontier Foundation (EFF) e il Berkman Center for Internet and Society hanno chiesto l’aiuto di tutti gli interessati a impedire che si scateni una nuova battaglia per il possesso di brevetti.
Facciamo un passo indietro e vediamo cos’è successo…

3DSystems, azienda creatrice della stampante Cube, sta portando in giudizio Formlabs, la cui macchina è la Form1 (immagine in alto), per aver infranto un suo brevetto (“Simultaneous multiple layer curing in stereolithography”). La Form 1 usa la tecnologia stereolitografica laser al posto dell’estrusione della plastica . Gli oggetti creati in questo modo hanno una risoluzione maggiore e in tal modo la Form 1 risulta in grado di competere con macchine di più alto livello i cui costi sono decisamente superiori.
Ad aggiungere ulteriore sale a questa ferita, 3DSystems ha citato in giudizio anche Kickstarter, il sito di crowdfunding che Formlabs ha utilizzato per raccogliere i fondi necessari alla realizzazione del progetto.
EFF invita quindi a segnalare se esistono prove che dimostrino che le tecnologie di cui stanno parlando queste due aziende, già utilizzate nella fabbricazione delle stampanti, siano apparse in altre pubblicazioni, riviste o giornali oppure se da un esame dei brevetti relativi alla stampa 3D – consultabili tramite i servizi di archiviazione brevetti USPTO, PAIR oppure Google Patents – è possibile individuare elementi per invalidare la richiesta di 3DSystems ed evitare eventuali diatribe future. A quanto pare l’annullamento sarà possibile solo nei sei mesi successivi alla pubblicazione del brevetto, per cui il tempo a disposizione non sarà molto…
Questo processo porterebbe a delineare un quadro monopolistico preoccupante, soprattutto per la comunità open source.
Parlare di un approccio open source o closed source sta diventando argomento tra i più scottanti che si possano affrontare. L’approccio open hardware ci ha permesso di acquisire le competenze per sviluppare le nostre stampanti, modificarle e sognare di trasformare le ore dedicate in un’attività lavorativa. L’importanza di una community di esperti che modificano ogni giorno un progetto più ampio è fuori discussione.
Ascoltate cosa dice Alessandro Ranellucci, creatore del software Slicer, in questa intervista.
“I need community”, ho bisogno della community e del parere di altri esperti: solo così il suo software è stato in grado di diminuire i tempi di stratificazione del modello prima del processo di stampa da alcuni minuti a qualche manciata di secondi.
Non possiamo quindi che essere solidali con EFF: non c’è nulla di più frustrante della limitazione di una grande idea progettuale.











